
Nel 1987, alcuni ragazzi – nel vero senso della parola perché avevamo tutti 19 anni – dopo alcuni contatti intercorsi nello stesso anno attraverso l’appartenenza al Gruppo d’Ascolto Radio dello Stretto di Messina, decisero di incontrarsi nell’ambito di un appuntamento che, per anni, in Liguria è stato un culto per i radioappassionati in genere e che oggi si è trasformata in un’esposizione soprattutto di informatica, ovvero il celeberrimo MARC o, detta più semplicemente, la “Fiera di Genova”. I tre erano Luca Botto Fiora, Massimo Ruggero e Riccardo Storti. E la visita alla mostra, ovviamente, era un fatto marginale perché, ad essere sinceri, il nostro obiettivo principale fu quello di sederci su una panchina e studiare i dettagli per l’inizio delle attività di quello che all’epoca, senza computers, stampanti ed Internet, poteva essere l’unico mezzo attraverso il quale giustificare l’esistenza di un’idea collettiva di divulgazione che, tra l’altro, per il radioascolto in Liguria ci risultò non avere avuto fino a quel momento precedenti, a prescindere dalle origini dell’AIR – Associazione Italiana Radioascolto, che sapevamo avere tra le proprie patrie anche il Tigullio: un notiziario su carta, realizzato ovviamente con la macchina da scrivere e fatto avere, in cambio di un piccolo rimborso per fotocopie e francobolli, agli altri appassionati di radioascolto. Insomma, il cosiddetto “bollettino”, la cui preparazione fu avviata in meno di due settimane dall’incontro di “fondazione” e cioè nel gennaio del 1988. (GRAL)


